domenica 30 giugno 2013

Senza capo nè coda

Sto per levare le tende per qualche giorno ma prima volevo fissare qualche riflessione sparsa. Senza senzo, capo ed ovviamente coda.

- Vedo che in giro c'è un certo pullulare da qualche tempo di programmi radio sul web dedicati in parte alle nostre tematiche. Molti sono nati ultimamente. Segno che evidentemente abbiamo smosso qualcosa colmando nel  nostro piccolo una certa lacuna dell'etere digitale. Ovviamente noi siamo l'originale, in bocca al lupo agli altri.

- Molti pensano che io abbia delle certezze. Non è proprio così. Come ho scritto in privato a qualcuno, non ho opinioni. Piuttosto suggestioni e pulsioni sul momento. Poi arrivano conferme o ulteriori indizi. Non so se esista la Rosa Rossa. Se ci si può davvero cibare con il prana. Se gli alieni sono davvero dentro di noi. Se ogni delitto mediatico sia rituale. Se il mantra funziona. Non lo so. Quello che a me interessa è far conoscere, ascoltare, parlare di queste presunte realtà. Qualcuno si arrabbia quando utilizzo il termine presunto. Ma tutto è presunto. Anche noi stessi. Avete la certezza di esistere? O di esistere come credete? Siamo composti da mille personaggi diversi e spesso contraddittori. Solo se conosciamo, parliamo, ci confrontiamo, domandiamo, possiamo dire, probabilmente di esistere. Almeno per un pochino. E più vicini.

- Uno dei punti più controversi è stato proprio quando Paolo ha parlato di cibarsi con il prana. Lo ha fatto per esperienza diretta. E citando alcuni casi famosi. E' stata forse la cosa che i suoi contestatori hanno utilizzato con più virulenza su di lui, anche ironizzando pesantemente sul suo aspetto fisico. Da un punto di vista comunicativo, nel suo blog, avrebbe forse fatto meglio a distinguere il campo delle sue ricerche professionali con quest'altro che inevitabilmente si sarebbe esposto a qualunque tipo di spazzatura con il rischio di delegittimare la sua credibilità sulle sue importantissime rivelazioni nel campo dei poteri occulti e dei delitti. Anche io per alcune settimane ho osservato il sorgere del sole. Bellissima esperienza per l'umore e per gli occhi, vedere quella palla di luce senza fastidio agli occhi è più arricchente di quello che si potrebbe pensare. Subito dopo, però, andavo al bar a mangiarmi un cornetto con la marmellata. Sono dipendente dai cornetti alla marmellata, dai bar, dai cappuccini. Non mangio solo la carne cruda. Anche le unghie. Ed ho una predilizione per quelle dei piedi, fin da bambino. Più ai confini di così. 

- La splendida Maria nel gruppo Facebook spesso ci porta a riflettere in modo Superiore e Cosmico. Una cosa mi ha colpito. Quando ha parlato del complottismo a prescindere. Forse in qualche puntata ci siamo spinti troppo oltre nel catalogare con troppa sicurezza eventi e fatti senza dati alla mano. Maria ha ragione: questo tipo di atteggiamento rischia non solo di portarci lontano dalla reale dimensioni delle cose ma rende fruibile e trasmissibile qualunque fandonia spacciata per verità. La differenza la fa certamente la fiducia e la reputazione di chi espone certi pensieri però nel mondo del complottismo si pone il serio problema dell'argine a fiumi di parole e visioni. Nel marasma del complottismo (che Magaldi ha giustamente definito a volte da accattoni) è possibile qualunque cosa, spacciata a volte con semplicistiche spiegazioni. Saper distinguere, valutare e mantenere lo spirito critico sono componenti da non perdere. Di Paolo apprezzo quello che radiofonicamente sembra un tempo morto e che invece testimonia la sua genuinità. Decine e decine di volte ha risposto a mie improvvise domande su delitti, vicende e personaggi: "non conosco la vicenda". Non è da tutti, anzi da pochi. 

- Più si va avanti e più sono sempre più convinto come noi siamo gli artefici del nostro destino, chiaramente con i limiti del territorio e della dimensione dove siamo precipitati alla nascita. Certe cose capitano e accadono perché vogliamo vederle. Tutto dipende da come le cataloghiamo, archiviamo, bolliamo. Certe etichette andrebbero strappate come quelle che tagliamo quando compriamo una maglietta nuova. Non siamo quell'etichetta. Siamo noi. Non l'ego. Ma noi. E in quel plasmabile Noi possiamo introdurci a certe esperienze. Le vittime si espongono come tali senza accorgersene speso. Anche quando sono particolarmente combattive e virulente nella relazione al sopruso non fanno che dare ulteriore linfa a chi le sta veramente attaccando. Quante ne vediamo, quante ne abbiamo sentite. Purtroppo quando però si è cresciuti in quell'humus per troppi anni, la sovrastruttura interiore che sforna questi pensieri-azioni-reazioni non so quanto sia modificabile. Sembra un controsenso ma non lo è: in teoria si può cambiare tutto ma quando la resistenza interiorizzata è andata in cancrena difficilmente ci si può risvegliare. Certi strumenti cognitivi e interiori si costruiscono inconsapevolmente fin da bambini, rinforzandoli da ragazzini. E costruendoli ordinatamente da grandi. Queste persone sono senza speranza? Non lo so, ma nel loro sbraitare, gridare, contorcersi non vedo la risalita. Ma lo sprofondare sempre più.

- A questo proposito io non sono per niente convinto come dice Paolo che i riti che farebbero i potenti con i vari sacrifici funzionino in quanto tali. Funzionano semmai perché chi li compie è convinto fermamente e incrollabilmente della loro efficacia. Come chi compie qualsiasi cosa con questo atteggiamento interiore. Sembra facile da avere ma non lo è. Basta un minimo dubbio e non funziona. Sempre che poi si converga sul significato di funzionamento. Ovviamente mi attirerò gli epiteti di ignorante di esoterismo e via dicendo. Ma non riesco a distinguere la superstizione e i riti alla Wanna Marchi da questo genere di rituali, mi sembrano figli della stessa natura. Il fattore decisivo è sempre la propensione con cui ci si avvicina. Se ad esempio io prendo una zampa di gallina e prego in modo convinto e senza dubbi davanti a questo simbolo, probabilmente si otterrebbe lo stesso effetto. 

Equisifirma

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