mercoledì 8 ottobre 2014

Puntata 132, PODCAST e PLAYLIST

Apertura di puntata con il ricercatore Stefano Freddo con cui si parla di denaro, lavoro, reddito di cittadinanza, triarticolazione sociale di Steiner, agricoltura biodinamica. Poi spazio a Mac Dei Ricchi che ci introduce alle teorie di Fomenko ed alla nuova cronologia oltre che ad alcune delle sue ricerche storiche. Nella terza parte domande e risposte con Paolo Franceschetti e la scheda di Maestro di dietrologia. Border Nights va in onda in diretta ogni martedi alle 22 su Web Radio Network. Per intervenire: bordernights@webradionetwork.eu 


Playlist: 
 Jessie Ware - Want Your Feeling
Amedeo Minghi - Io non ti lascerò mai
 Laidback - Let The Music Do The Talking
Skylar Grey - Words
Ted Irens - Sunday Breakfast
 Lokua Kanza - Mapendo

 

11 commenti :

  1. Complimenti puntata molto bella ed interessante!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi associo ai complimenti, e invito a Fabio Fabretti a resistere con la musica chillout! :D
      È una delle cose che più gradisco della vostra trasmissione, perché trasmettono sensazioni e vibrazioni positive e coerenti con la serenità che date anche quando affrontate temi difficili. Per non parlare delle risate di Paolo :D

      Grandi!

      Lucas81

      p.s. al contrario di molto rock che trovo "a pelle" disarmonico, fastidioso e caotico. È una cosa "a pelle" e ho imparato a fidarmi del mio istinto...
      Non mi assalite eh :)

      Elimina
  2. Io sto ancora sentendo la puntata, a pezzi... però mi preme sottolineare che sul lavoro fate 1 po' di confusione, idem sull'articolo 1.
    Non sta scritto da nessuna parte che si deve lavorare obbligatoriamente, anzi... il principio dell'articolo 1 andrebbe interpretato come diritto ad un lavoro, non all'essere schiavi come oggi, il lavoro come emancipazione e assecondamento delle proprie potenzialità e passioni, ed è un principio che stavamo per applicare, ma poi ha subito un battuta d'arresto con il ritorno del neo-liberismo e con la supremazia del prodotto sulla vita umana, il capitale e il denaro, sulla qualità della vita delle persone. L'Europa e l'Euro poi hanno dato il colpo di grazia. Il principio dominante che regola l'europa è la concorrenza, quindi la produttività a tutti i costi.
    Come ha fatto notare il più grande economista della storia, John Maynard Keynes, il denaro di per se non ha NESSUN valore, ma ha valore (come del resto tutto, anche l'oro) in base alla sua relazione con i prodotti e i servizi. Insomma, se volessimo, potremmo avere un sistema molto più "sereno", meno "stressante" e forse 1 po' più lento nella competizione... Ma per scelta politica abbiamo "abdicato", e chi ha preso queste decisioni ce lo ha pure detto in faccia.
    Vi ricordo solo una dichiarazione del defunto Tommaso Padoa Schioppa:
    "Nell'Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev' essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità."

    La durezza del vivere, capito? Detto da un professorone dalla ex-vita agiata.

    Il problema di fondo, ignorato quando sento parlare di reddito di cittadinanza, di per se giusto, è l'uomo. Non il sistema.
    In un mondo ideale, ognuno potrebbe produrre ciò che vuole, e lo farebbe con il massimo impegno (!) senza attendersi nulla dagli altri. Problema di esempio: se c'è bisogno di una tonnellata di cibo, e noi ne produciamo mezzo... gli altri che vogliono fare altro, magari fare musica... per dire, come li convinciamo? Moriamo di fame o ci uccidiamo tra noi?
    Tutto questo lo dico da un paese che NON ti permette di lavorare, e siccome pochi nascono con un eredità tale da permettergli di vivere una vita dignitosa... come la mettiamo?
    Il lavoro da diritto, è diventato privilegio... sicuro quindi il problema sia l'articolo 1?

    Insomma, il problema non è semplice... e bisogna fare i conti con l'egoismo e l'ignavia umana, e le spinte che ci possono aiutare a migliorare.
    C'è anche da dire, che in un futuro prossimo, per produrre la stragrande maggioranza dei prodotti, servirà davvero poca manodopera... e se ne produrrà in abbondanza. Quindi come si fa? Secondo me l'unico sistema, "buono" e non schiavista, sarebbe quello di lavorare poco tutti... ma guadagnando abbastanza per una vita dignitosa e serena, ma l'egoismo umano ce lo permetterà?

    Lucas81

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come tu dici, il lavoro deve essere soddisfacente, quindi libero, Non si può programmare di lavorare meno e tutti, perché questo sarebbe una coercizione. E poi, chi deciderebbe quanto e come si deve lavorare? E' meglio che lavori chi ne ha voglia: Chi lavora si arricchisce umanamente ed economicamente e gli altri si limitano a consumare per la sopravvivenza e comprano ciò che viene prodotto da chi lavora.
      L'egoismo umano non è un problema o un ostacolo. La base dell'economia è il bisogno umano, che è per natura "egoistico". Se ho fame devo pensare a me, a soddisfare la mia fame. Il progresso che ha condotto dall'autoproduzione alla divisione del lavoro è consistito nel fatto che il mio bisogno egoistico non viene soddisfatto da me, ma da altri che producono per me e divengono quindi oggettivamente altruisti, anche se la molla che li muove è il guadagno. Con la tassa monetaria e il reddito base si creano istituzioni che bilanciano e rendono fruttuoso per il benessere della comunità il necessario egoismo umano, la necessaria antisocialità che ci deve essere come passaggio evolutivo necessario per divenire individui autonomi.
      E' vero quindi che il problema è l'uomo, ma è anche il sistema, meglio dire la "forma sociale". Senza una giusta forma sociale anche le potenzialità umane che potrebbero giovare al benessere di tutti sono paralizzate.

      Elimina
    2. Una coercizione didiverci i turni di lavoro? Non mi sembra ci siano file di proteste perché si voglia fare ore di lavoro in più... invece ci sono proteste perché chi rimane fuori, fa la fame... e ha meno libertà e possibilità di vivere la vita in modo dignitoso e felice, rinunciando a tantissime cose che offrirebbe la contemporaneità.

      "Chi lavora si arricchisce umanamente ed economicamente e gli altri si limitano a consumare per la sopravvivenza"

      Ecco, questo è un modello orribile... che lascia ai margini la gran parte della società, tagliata fuori, in un futuro distopico (Elysium... ad esempio). Altro che libertà.
      La libertà nasce dalle possibilità, che otteniamo per diritto o per conquista poco importa (importa dal punto di vista etico/sociale ovviamente).

      L'egoismo è un motore e allo stesso tempo un limite umano. Un motore, quando pensi ai tanti che lavorano per migliorare i propri prodotti e/o avere successo nel lavoro, fare carriera, etc. Un limite, perché ci spinge ad accumulare ricchezza, che migliora veramente poco la vita di chi ci sta attorno (altrimenti non avremmo ancora barboni e fame nel mondo, ad esempio... per non parlare dei milioni di lavoratori sfruttati con stipendi da fame/sussistenza...).

      Il discorso che fai dell'altruismo non ha senso, altruismo è dare senza ricevere nulla... mentre il denaro è carta, ma che per convenzione, per legge e per mercato, corrisponde a ore di lavoro "sudate".

      L'incontro tra domanda e offerta è il mercato, e una parte fondamentale del mercato è il prezzo.
      Ma oggi siamo in un sistema che è scientemente fatto apposta per distruggere certi paesi, e quindi non c'è niente da fare... il problema non sono i mezzi a disposizione, che ci sono ma non li usiamo (basterebbe riprendere Keynes per migliorare notevolmente la situazione)... ma se non c'è volontà politica costruttiva e positiva, qualunque sistema possiamo inventare... non serve, non verrà recepito o addirittura verrà stravolto per fare del male.

      Lucas81

      Elimina
    3. Mi sembra che tu non abbia ascoltato bene quello che ho spiegato in trasmissione (sono Stefano Freddo) altrimenti non parleresti così. Mi rendo conto che non è semplice entrare col pensiero in una proposta che ribalta i nostri concetti abituali. Ma tu stai criticando il sistema attuale, non quello che propongo io, perché dimostri di non aver capito la proposta di riforma che ho spiegato. Quindi estrapoli dal contesto alcune mie frasi e le critichi. Ma critichi l'interpretazione che te ne sei fatta, non quello che dico io. Io prevedo quello che accadrà una volta istituito il reddito di base e la tassa monetaria. Quando dico che chi lavora si arricchirà e chi non lavorerà si accontenterà della sussistenza, non mi sembra tanto orribile. Chi lavorerà sarà libero di farlo, perché col reddito di base potrà scegliere il suo lavoro o fare a meno anche di lavorare. Cerca di immaginare che, come ho detto in trasmissione, non ci siano più tasse di alcun tipo sulle imprese e sull'economia in genere. Verrebbero abolite TUTTE le tasse attuali e istituita la tassa monetaria. Vengono aboliti anche i contributi previdenziali perché la tutela per tutti è data dal reddito di base. Non ci saranno più fatture, dichiarazioni dei redditi, contratti di lavoro di categoria, sindacati.... Se tu hai voglia di lavorare, basta che qualcuno compri quello che tu vendi, qualsiasi cosa, senza licenze commerciali, e puoi guadagnare e arricchirti. Dove sta il problema dello sfruttamento? Se non lavorerai non è come adesso, che non c'è lavoro, ma solo perché sceglierai di non lavorare. Il lavoro poi non ha valore economico, quindi il denaro non vale ore di lavoro sudate. E' il prodotto del lavoro che viene comprato dal consumatore. Quindi, una volta tolto di mezzo col reddito di base e con la tassa monetaria il potere che ha il denaro di costringere al lavoro, il lavoro come merce che mercifica e schiavizza l'uomo, si lavorerà quel tanto che basta per produrre ciò che serve ai consumatori. Tu poi critichi l'accumulo della ricchezza. Sono d'accordo. Infatti io propongo la tassa monetaria per impedire questo accumulo ingiustificato, che oggi permette a chi ha tanto denaro di vivere di rendita sulle spalle di chi lavora: Lavorando ci si arricchirà, ma se si smette di lavorare il capitale accumulato diminuirà nel tempo con la tassa monetaria, che lo riporterà sempre a circolare nel giro dell'economia reale per scambiare merci e prestazioni, cioè per soddisfare i bisogni.
      Riguardo all'altruismo devo rispondere. Nell'altruismo c'è una gradualità. Non si giunge all'ideale di altruismo che tu auspichi, dare senza ricevere nulla in cambio, a partire all'egoismo del quale tu dici con ragione essere affetto l'uomo (anch'io e anche tu quindi). L'assoluta gratuità non può essere pretesa, può solo essere scelta liberamente. Nel campo economico dello scambio c'è un reciproco dare e ricevere. Ognuno lavora per l'altro già oggi, ma lo fa costretto dal proprio bisogno di reddito. Se togliamo di mezzo il bisogno, potremo farlo liberamente. Se ci arricchiremo, il nostro profitto sarà la misura di quanto avremo prodotto per soddisfare i bisogni degli altri, perché chi compra da noi non è costretto a farlo. Se compra vuol dire che apprezza il prodotto e quindi pagherà il giusto prezzo, poiché il valore di una merce lo dà il consumatore. Comunque, col reddito base, chi vorrà lavorare gratis lo potrà fare. Oggi non si può, a meno che non si abbia una rendita. Quindi vedi che si apre una possibilità verso quella gratuità che poni come ideale.
      In quanto ho appena esposto c'è anche un accenno alla formazione dei giusti prezzi, ma ci vorrebbe più spazio per approfondire. Se sei interessato posso inviarti alcuni miei studi in proposito.

      Elimina
  3. lucas81, ma dove vivi il tuo lasciamelo dire e il classico discorso da comunista, che non vogliono vedere come la classe sinistrona cia ridotti, ma non vedi il mondo attorno a te?? ti voglio bene saluti.

    RispondiElimina
  4. Comunista? Non credo, credo che ogni ideale abbia dei vantaggi e svantaggi, e nel mio discorso trovi un ragionamento capitalistico (ne parla adam smith se non erro), e un ragionamento comunitario.
    Intorno vedo una distruzione voluta politicamente, non altro.
    Politicamente mi considero apolide.

    RispondiElimina
  5. Mi aggiungo ai complimenti.. puntata di alto livello. Grazie
    Cinzia

    RispondiElimina
  6. Alla c.a. del conduttore della trasmissione,
    se fosse interessato ad ampliare l'argomento antropocrazia ed antroposofia in luce anarchica può scrivermi al mio indirizzo di posta elettronica: sultano96@alice.it.
    Le fornirò il link del nostro forum dove diuturnamente dibattiamo sui temi più sopra.
    A rileggerla.

    RispondiElimina
  7. Non riesco a trovare "Lokua Kanza - Mapendo", ovvero mi trova altri brani dell'autore con il titolo mapendo. Peccato, è un bel brano.

    RispondiElimina